Wednesday, January 20, 2016

Quando prendo la metropolitana a New York.....



La leggenda delle metropolitane NewYorkesi come
super pratiche:ti portano ovunque, decidi solo per il nord e per il sud,
super frequenti: sono aperte sempre anche di notte,
super articolate: ci sono circa 450 stazioni a New York...
La leggenda, dicevo, rimane tale quando praticità, frequenza e presenza capillare sul territorio urba ed extra urbano, si scontrano con tante di quelle pecche per cui non solo diventa sempre più difficile chiudere un'occhio, ma per istinto di sopravvivenza  oltre agli occhi ti tocca chiudere anche il naso.
Ma vediamo quali sono le pecche delle stazioni metropolitane newyorkesi.
Nota bene: Sono consapevole di aver omesso molte pecche, ogni giorno mi si apre un mondo meraviglioso ancora capace di sorprendermi o inquietarmi, a seconda dei punti di vista.
Ma cinque pecche mi sembrano gia’ un traguardo decoroso.

Pecca numero uno: sovraffollamento.
Alzi la mano chi non ha mai avuto la sensazione di essere un tetris vivente in orario di punta, quando il tuo braccio e' fermo alla 34esima mentre il resto del corpo e' già arrivato in qualche teatro di Times Square. Viene spontaneo domandarsi, " perché questa tenacia nel voler entrare a tutti i costi in una carrozza già piena " ? Perso un papa se ne fa un altro, perso un treno, subito dietro ne arriva un altro. Se non è orario di punta ci potrebbero volere quei cinque minuti in piu', ma vale veramente la pena di scapicollarsi per le scale e rischiare di romperti l'osso del collo,
o alla peggo, condividere il viaggio modello francobollo con un perfetto sconosciuto?
Quando si dice, certi treni passano una sola volta nella vita, non stiamo parlando della N o della linea 2.

Pecca numero due: problema opposto, carrozza vuota.
E qui che entra il codice rosso: in una città con otto milioni di abitanti una carrozza vuota non può' presagire nulla di buono.

A meno che non sia notte fonda e tu non stia viaggiando sulla rotta di Pelhalm che diciamolo, non sarà super frequentatissima alle tre del mattino, per il quale motivo potrebbe comunque non presagire nulla di buono. Ma se è' pieno giorno e ti trovi sulla carrozza fantasma, meglio che tu ci salga solo dopo aver appurato che preesistano determinate condizioni: è' inverno e tu hai un raffreddore da cavallo.
Se così non fosse la carrozza fantasma potrebbe essere occupata dal signore degli anelli, in piena a siesta, lui e tutti i suoi averi, su una fila di sedili che rimarranno vacanti anche dopo che lui se ne sarà andato per altri lidi.

Pecca numero tre: il multitask in treno
 C"è' gente che non ha tempo da perdere. Mai.
C è' chi si trucca, ma non un velo di cipria e via...
No no, c è' chi si ricostruisce la linea delle sopracciglia con pinzetta professionale
ultimo modello in acciaio inox; chi si da l eye-liner con la precisione di un laureato al Massachusetts Institute of Technology.
Non ho ancora visto chi si fa lo scrub o il peeling, ma ho visto una volta un tizio tagliarsi le unghie.  Poi c'e'chi studia, chi legge, chi prega, chi ascolta l Ipod e canta, conosco un tizio che si scarica le puntate di Cruciani a la Zanzara e ride come un fesso, e ho visto diverse volte qualcuno opportunamente minuto di cuffiette parlare ad alta voce guardando un punto all'orizzonte.
Non sta sicuramente vedendo la Madonna e non è' nemmeno impazzito come ci sarebbe venuto da pensare dieci anni fa. Sara' semplicemente qualcuno in collegamento col fidanzato a Boston o la madre a Houston, che ci vuole deliziare dei fatti suoi. 

Pecca numero quattro: la carrozza ristorante
Questo ero indecisa se metterlo nel multi task. Si perché se uno non ha tempo di fare colazione a casa sua, il multitasking lo chiama
a usufruire del tempo morto in treno...Morto come i topi morti che emanano da certe carrozze, quando invece del profumo di croissant
ti inebria l odore di salsiccia o uova strapazzate con ketchup alle sette del mattino. Leggende metropolitane dicono che da certi paninazzi siamo usciti gli ufo Unknown Flying Object.

Pecca numero quattro The show must go on
Pazienza quando arrivano i Mariachi che tutti bistrattiamo salvo poi sospirare di riampianto al ricordo di quella bella vacanza in Messico..
Ma se c'e' una cosa che non sopporto, sono le gang che si muovono in gruppo sempre e rigorosamente. Lo fanno perche' cosi' e' poi' facile
ingannare lo spettatore e fargli credere che sta per arrivare un esibizione che manco a le Cirque du Soleil.

Arrivano a gruppi di cinque o sei ma solo uno sa fare qualcosa, tipo salto con doppio avvitamento femorale, gli altri urlano a tempo di rap, mentre tu, brutalmente distolto dal tuo torpore, sudi freddo cercando di evitare i fendenti del subway artist che nel frattempo sta carambolando come Uma Thurman in Kill Bill,  da un lato all'altro della carrozza...cintura rigorosamente sotto il livello dell'inguine e mutanda semigriffata in bella vista.

pecca numero cinque: la lotta per il posto.
Ogni mattina in Africa, una gazzella si sveglia, sa che deve correre più in fretta del leone o verrà uccisa.
Ogni mattina in Africa, un leone si sveglia, sa che deve correre più della gazzella, o morirà di fame.
Ogni mattina a New York, un pendolare si sveglia e sa che dovra' dare di gomito se vorra' accapparrarsi l'unico posto libero della carrozza. 
Sono nate le guerra per un posto sulla linea 2 o sulla F.
Ma ci sono anche qui tattiche sottili da addottare a seconda della situazione:
E'fondamentale memorizzare per ogni stazione, l'esatta collocazione della porta di ingresso, a treno fermo, indi piazzarsi davanti:
Prepararsi al lancio: non appena si apre la porta, mettersi sui tre quarti e lasciare una fessurina libera da cui potra' passare un corpo altezza e corporatura media, in procinto di uscire.
Mai abbassare la guardia, il tizio appostato dall'altro lato della porta e' il nemico da abbattere.
Portare avanti prima il gomito in funzione blocca sterzo, poi la gamba e a seguire il resto del corpo. Appena dentro, scanarizzare lo spazio come un terminator, individuare il seat e andare dritto per la proprio strada, no look back, no hard feeling
Appena seduto, metter a tacere eventuali richiami della coscienza, fingendo spossatezza, senso di nausea, infelicita' totale, choudere l'occhio destro, poi il sinistro e sospirare.
Meglio se il tutto accompagnato da una mano che tiene la testa.
Anche oggi, il leone ce l ha fatta.


Sunday, January 10, 2016

Solo a New York...


Se il vostro senso pudico è' particolarmente accentuato...
Se discendete dai puritani old style...
Se vi scandalizzate facilmente...
E se pensate che una gamba male depilata possa causarvi danni irreparabili agli occhi..
domenica chiudetevi in casa, o molto semplicemente, andate a piedi....
Insomma, evitate le metropolitane, qualsiasi linea.
Arriva domenica l'esercito degli smutandati..
Quelli che non temono ne il gelo e nemmeno il vostro sguardo impietoso.
Ad un'ora concordata col gran capo del movimento mutanda e precisi quasi come il countdown di Amadeus a capodanno, un esercito di tizi altrimenti sconosciuti, il cui unico denominatore comune sarà' solo in apparenza il trovarsi per necessità o per diletto dentro a una qualsiasi carrozza della linea metropolitana newyorkese, rimarrà letteralmente in mutande: ognuno si toglierà' jeans, gonne, pantaloni, panta jazz, panta collant e pantapinocchietti, rimanendo con le chiappe semi al vento.
Per onore del vero, non si vedranno chiappe ma mutande... Di tutti i tipi, colori, stili e misure.
L'evento arriva quest'anno al suo quindicesimo appuntamento e nonostante l'apparente leggerezza del tema, la mutanda esibita appunto, ha alle spalle una organizzazione tanto solida quanto intraprendente in fatto di pensate originali: improv everywhere ha gia' in attivo più di 100 missioni speciali.
E dieci sembra essere il numero speciale nella missione di domenica: i partecipanti sarranno capitanati da dieci organizzatori, alla conquista di dieci diverse linee della metropolitana, distribuiti in dieci diverse carrozze per un totale di cento carrozze prese di mira secondo uno schema ben definito: il primo a entrare in mutande a una certa fermata, sarà raggiunto da un' altro alla fermata successiva, e a questi due ne seguiranno altri due e poi altri tre, alle fermate ancora successive in una apparentemente casuale catena umana che si protrarrà fra le 15 e le 17 di domenica.
E per chi non ne avesse avuto abbastanza, sarà previsto un mutanda party alla fine dell'evento presso la Webster hall. (125 E 11th St, New York)
Volete partecipare? Qui tutte le informazioni: improveverywhere.com
Dimenticavo:
Rigorosamente vietati perizoma e simili!

Saturday, December 5, 2015

L ennesimo blog su New York....

Mi chiamo Angy e vivo a New York.
E' passato da un pezzo il tempo dello stupore.
Ci si incontra fra Italiani espatriati e la domanda di rigore, dopo i convenevoli, e' sempre " e tu da quanto tempo sei qui?"
A seconda della risposta dipende la lunghezza del wow..
Due anni= Wow
Quattro anni= Wooow
sette anni= Woooow
Io non mi stupisco piu' delle risposte degli altri e forse ho anche smesso di chiedere..
Pero' in chi mi chiede adesso suscito un Wooooooooooow...per cui no, non vi diro' da quanti anni vivo a New York, ma ci vivo da abbastanza da prendermi la briga di aprire un diario e rivendicare un quadratino di celebrita' virtuale.
New York non e' piu' quella di una volta. Camminavi a Union Square e se incappavi in qualcuno che parlava Italiano ti veniva quasi da ammirarlo pensando che si trattasse di un turista che ha osato.
Osato sconfinare oltre le scontatissime barricate di Times Square e le zone consolidate del turismo di massa, che appunto, una volta si accontentava di Midtown e limitrofi.
Oggi no..i turisti sconfinano eccome e te li ritrovi anche a Long Island City con la loro Canon, a fare le foto sulla promenade. Ma oltre ai turisti e' l'espatriato che fa la differenza:
l' Italiano in prestito che vive a New York da due, tre, quattro anni e fa l' avvocato, l' agente immobiliare, il ricercatore, il consulente. Lo trovi dappertutto, non soltanto per le strade di New York, a parlare al cellulare con l ultimo Iphone, la sua presenza e' ancora piu' capiente online dove ogni giorno spuntano come funghi del Sud Tirolo, blogger improvvisati e non, marketing developer o cacciatori di sponsorizzazioni non fa differenza , a parlarti di New York, di come arrivarci, di cosa visitare, di cosa non visitare, dove dormire, dove mangiare..
Te lo dice lui che e' esperto e vive a New York da niente po'po' di meno che  sei mesi!
I migliori e i piu' audaci si ritagliano anche l'hobby dell'accompagnarti a piedi attraverso itinerari fai da te, perche' ogni visitatore che si rispetti vuole conoscere la NYC segreta, non quella che ti propinano i tour operator esperti del settore.
Amici, i segreti a New York non esistono piu' da quando i blogger hanno preso piede.
Al vostro posto sarei seriamente confusa e magari anche un po' preoccupata.
C' e' indubbiamente un esubero di offerta per cui, da chi andare? Chi sara' il piu' esaustivo e il meno cazzaro? A voi l' ardua scelta...
In questo blog non troverete nessuna risposta...